{"id":10852,"date":"2014-02-12T12:02:45","date_gmt":"2014-02-12T11:02:45","guid":{"rendered":"https:\/\/fpc.ms-dev.it\/testimonianza\/intervista\/"},"modified":"2014-02-12T12:02:45","modified_gmt":"2014-02-12T11:02:45","slug":"intervista","status":"publish","type":"testimonianza","link":"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/sq\/testimonianza\/intervista\/","title":{"rendered":"Intervista"},"content":{"rendered":"<p>ADELMO RUGGERI<\/p>\n<p>Questa intervista fu molto speciale. La persona che mi aspettava con molta ansia era il mio carissimo nonno. Lui era molto gioioso di poter raccontare la sua storia, ma le aveva detto specialmente a sua moglie \u2013mia dolcissima nonna- di lasciarci soli perch\u00e8 secondo lui: \u201clei non mi lascia parlare\u201d.\u00a0<br \/>\nDopo un buon caff\u00e8, fatto da Bettina, seduti nel suo salotto, emerge la prima domanda &#8230;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Quale \u00e8 il tuo nome e cognome?\u00a0<br \/>\n\u00a0\u00a0 \u00a0Il mio nome e Adelmo Ruggeri. Son nato a Anghiari.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Quando?<br \/>\nGi\u00e0 da molto tempo che sono nato io, il 26 di febbraio di 1926.<\/p>\n<p>Lui \u00e8 il secondo figlio di Oreste Ruggeri e Maria Laurenzi. I suoi fratelli: Alfiero, Alfredo e Don Arealdo Ruggeri; questo ultimo abita a Ca\u2019 Raffaello, Arezzo.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Perch\u00e8 sei venuto in Argentina?\u00a0<br \/>\nIo sono venuto in questa terra perch\u00e8 in Italia appena era passata la guerra pareva che c\u2019era un\u2019 altra; poi il lavoro non c\u2019era. E venuto il signor Giovagnini -Paolo-, lo zio di mia moglie, ha fatto un po\u2019 di propaganda, che qua c\u2019era un bienestare , che qua se stava bene, e allora ci siamo sposati nel anno 1950, di settembre e del 51 si e pressa la strada che non finiva mai per arrivar qua.<\/p>\n<p>Lui si \u00a0spos\u00f2 con Elisabetta Giovagnini \u2013Bettina- il 16 settembre 1950, nella Chiesa di San Salvatore ad Anghiari, Arezzo. Quel giorno ricevettero la domanda per andare in Argentina.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Quanti giorni avete trascorso in quella nave?<br \/>\nCon un bastimento che faceva paura, pare che era un bastimento di pescatori. Ci si e messo diciasette giorni. Quando so arrivato a Buenos Aires un acqua turbida , con dei capanoni tutti di ramiere che ci siamo impauriti; ero io e Mezzovino . E cosi siamo arrivati a questa grande terra argentina, il giorno 17 febbraio del 1951.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Che profesione avevi in Italia?<br \/>\nIo ero contadino. So arrivato qua, lo zio aveva la ditta de termosifoni su idraulici e de a poco \u00a0ci siamo mezzi a lavorare con lo zio. Ho lavorato quattro anni sempre a La Plata. Poi, mi son mezzo a fare il falegname con il mio fratello. Ho fatto il falegname cinque anni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Dove avete lavorato?<br \/>\nSempre qui a La Plata. In quel tempo c\u2019era lavoro. Pero a me mi piaceva poco, perch\u00e8 il lavoro di falegname entra ultimo sulla casa e quando \u00e8 l\u2019 ora da andare a riscuotere la gente sempre ti fanno una storia.<br \/>\nE cos\u00ec, sono andato alla casa dello zio, su La Plata. Mi ha detto che ci aveva tre o quattro lavori, de riscaldamenti, per\u00f2 lui non ci aveva gente per fare questi lavori.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Mai le avevi fatto questi lavori?<br \/>\nSi, io gi\u00e0 me sapevo difendere per far i lavori. Io li ho detto a lui \u201cio ve gli faccio i lavori per\u00f2 no a giornata, sta volta io li faccio per contrato\u201d. E allora, lo zio mi ha detto di si, e il primo lavoro lo ho fatto a Miramar, a 400 kilometri di qua. Poi, un\u2019 altro lavoro lo ho fatto a mezzastrada, un po\u2019 pi\u00f9, per andare a Mar del Plata. Un altro lavoro, lo ho fatto sempre con lui, en Ameghino, a 450 km de qua. Poi, ho fatto un lavoro a Mercedes, a 150 km de Buenos Aires. Finito questo lavoro sono andato a Mar del Plata due anni. Li ho mezzo 7000 metri de tubazione tra acqua calda, acqua fredda e termosifoni. Ci avevo con me 12 operai.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Erano tutti sotto la tua direzione?<br \/>\nSi, si. Io ero in societ\u00e0 con un\u2019 altro, lui faceva la parte tenica ed io facevo il<br \/>\nlavoro.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0In quale posto lavoravi a Mar del Plata?<br \/>\nSulla base di submarino , sulla base navale che c\u2019e a Mar del Plata. Si e lavorato due anni. Poi, ho lavorato altri quattro mesi in un albergo della Marina, sempre a Mar del Plata.<br \/>\nDopo di quel lavoro, allo zio li andavano tanto bene le cose, che allora a fatto un lavoro su una prigione a Sierra Chica, pero li ho lavorato poco, tre mesi.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Sempre con i termosifoni?<br \/>\nSi, per\u00f2 dopo son venuto a La Plata e lavoravo. Mi dava il lavoro lo zio Gosto con Rusconi. Si lavorava insieme, prima con lo zio -Paolo Giovagnini- , poi loro si son divisi e si son messi su una ditta loro due -Rusconi e Constantino- e io ho fatto diversi lavori, qui su La Plata e a Buenos Aires. E dopo dell\u2019 anno 65 si e fatta la medesima societ\u00e0 fra tutti quattro: io, lo zio Nello , lo zio Gostino e Rusconi \u2013Edgardo-.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Rusconi era d\u2019 origine italiana?<br \/>\nSi italiana, per\u00f2 lui era argentino. E allora, noi si doveva tenere un argentino perch\u00e8 sino per prendere lavori al governo ci voleva la cittadinanza argentina, mentre con lui, io non ho mai fatto la cittadinanza argentina. Se \u00e8 lavorato insieme, qui a La Plata, quattro o cinque anni.<br \/>\nDopo aver lavorato qua, quatro o cinque anni, ci e venuto fuori lavori fuori di qui.<br \/>\nll primo lavoro lo ho fatto sul \u201cValle de Rio Negro\u201d a General Roca. Son andato con una camionetta e una rulote (come si dice in italiano) che quando so partito de La Plata non sapevo se seguitavo o tornavo in dietro, non potevo metere la quarta velocit\u00e0, e allora a forza de prender coraggio ho seguitato, e so partito la mattina qua alle otto, e alle nove della notte so arrivato a Bahia Blanca, a 700 kilometri di qua. La notte si e dormito sulla rulote, la mattina alle cinque ci siamo partiti e si e presso la strada 22, nazionale, che va de Bahia Blanca \u00a0a Rio Negro, o sia, al Valle de Rio Negro, a Neuqu\u00e9n. Quando so arrivato al Rio Colorado, che ho pasato il ponte e ho preso una strada, che era 130 kilometri senza una curva, ed io con una velocit\u00e0 con quella casa de 30 km. Della mattina che siamo partiti de Bahia so arrivato a General Roca alle 6 della sera. Siamo arrivati, ci siamo installati per il lavoro, e so stato li 4 o 5 mesi.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0E che lavoro faccevi?<br \/>\n\u00a0\u00a0 \u00a0Faccevo un lavoro che qua si chiama \u201closa radiante\u201d perch\u00e8 son tubazioni che van dentro del medesimo ormigone . E andavo 700 metri di tubi di \u00be, andavano ogni 30 centrimetri, 700 metri per ogni piano. Ho fatto 4 piani. Ho finito il lavoro con la caldaia, tutto.\u00a0<br \/>\n\u00a0\u00a0 \u00a0Dopo, a La Plata, noi si e presso un lavoro en Esquel, a 1200 km. di qua. So andato io con tre operai, per metere in avanti il lavoro che sono andati altre ditte e non sono stati capaci a fare il lavoro. E allora so andato l\u00e0, con tre operai, dopo ho prenotato altri tre, che son venuti in aereo, e cosi so stato l\u00e0 sesanta giorni. Anche li era per fare l\u2019 acqua calda per i bagni, perch\u00e8 la gente che lavoravano sulla ripresa , era d\u2019 inverno, e non poteva fare il bagno con l\u2019 acqua fredda. L\u2019 altro era per i termosifoni, per riscaldamenti. Eranno baracche a proposito \u00a0de legno per gli operai. Perch\u00e8 han fatto una ripresa \u00a0e allora c\u2019erano, mi pare che erano 1700 operai. Queste baracche era un sistema de pabellon \u00a0(como se dice qua) che albergavano 400 operai, ogni appartamento. E allora so stato li 3 mesi, poi un\u2019 altra volta sono andato li 3 mesi, 3 anni; per\u00f2 sempre d\u2019 inverno. A me sempre mi e piaciuto perch\u00e8 io ero abituato da quando ero piccolo a stare nel freddo, a me non mi faceva paura.\u00a0<br \/>\nDopo 3 anni che ho lavorato li, di seguito, ho presso un\u2019 altro lavoro in Sierra Grande, \u201cHierro Patag\u00f3nico\u201d, e anche li so stato 4 mesi. Giusto sulla costa del mare, perch\u00e8 facevano un cantiere per le nave, per trasportare il ferro che cavavano della mineria \u00a0de Sierra Grande. Pero li faceva un freddo! Ci ho presso un\u2019 inverno con un freddo, un vento, che sempre me lo ricordo! E cosi sono passati 2 o 3 anni di quel lavoro. Del 75 quando e venuta la nonna qua&#8230;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0La tua mamma<br \/>\n\u00a0 \u00a0 Si, \u00e8 stata 6 mesi, io so andato a fare un lavoro a Rio Turbio, alle minerie \u00a0del carbone. Per arrivar la, ce ho messo due giorni perch\u00e8 non conoscevo la strada. In due giorni ho fatto 3200 km. Facevo sempre i riscaldamenti su queste baracche per gli operai.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Tutti questi lavori erano per i privati o per i pubblici, per il governo?<br \/>\n\u00a0\u00a0 \u00a0No, queste erano gente private, no era governativo; uguale con Esquel. Son<br \/>\ncompagnie di gente private, no \u00e8 governativo.\u00a0<br \/>\n\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Dopo, finito li, del anno 77, so andato a far un\u2019 altra ripresa \u00a0en Alicura, a 100 km di Bariloche. E anche li ho lavorato 4 o 5 mesi.\u00a0<br \/>\n\u00a0Ho finito quel lavoro e so andato a lavorare un par de mesi con lo zio Gaetano . So andato a far un lavoro a Alumine, sempre per quelle montagne; e cos\u00ec sono passati 10 o 15 anni sempre per quelle montagne. Poi siamo tornati qua, e si e seguitato a lavorare a La Plata.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Hai lavorato a La Plata?<br \/>\n\u00a0\u00a0 \u00a0A La Plata ho lavorato sempre, specie su lavoro, prima del anno 90, se faceva lavori para \u00a0il governo, delle licitazioni, se prendeva lavori direttamente con il governo. Pero dopo e arrivato il signor governatore della provincia ha cambiato il sistema e non c\u2019era piu archittetura, dove noi si faceva licitazioni per prendere i lavori. Loro si son messi insieme e davano il lavoro a chi volevanno loro. E allora noi invece d\u2019 andar bene, come si andava fino a quel tempo, siamo incominciato a andar indietro. Porque \u00a0non si poteva far le competenze con altre ditte. Poi abbiamo perso due lavori perch\u00e8 c\u2019e stata tanta inflazione (si dice cos\u00ec?).\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Dove?<br \/>\n\u00a0\u00a0 \u00a0A La Plata ho lavorato alla Camara de Senatori, de Deputati, al Ospedale<br \/>\nPoliclinico, al Ospetale Gutierrez, nel edificio di Obras Sanitarias.<br \/>\n\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Ho lavorato sul opedal da Haedo, ho lavorato in due ospedali a Belgrano, a 120 kilometri di La Plata. Poi ho lavorato all\u2019opedale a Bolivar, a 250 kilometri, sulla Scuola Industriale di Bolivar. Poi ho lavorato qua per diverse citt\u00e0 del noroeste \u00a0argentino: Nueve de Julio, Chivilcoy, Pehuajo, Carlos Casares, tutti i ministeri de governo.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Qual\u2019\u00e8 stato, secondo te, il lavoro pi\u00f9 dificile che ti ha toccato fare?<br \/>\nNostro lavoro son praticamente tutti uguali. C\u2019\u00e9 un po\u2019de dificile \u00a0quando tu<br \/>\ndevi mettere delle caldaie, quando i lavori son grandi. Qua, su La Plata, a IOMA , ho messo 4 caldaie che son grandissime, ed era pericoloso per mettere a posto. Sulla Camera de Deputati uguale. Un poco di pericolo perch\u00e8 se no, le altri lavori, non sono. Perch\u00e8 per noi si usa sempre i medessime ferri, le medessime intubazioni.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Prima avevi una compagnia tra te, Rusconi e i due fratelli Giovagnini, dopo di questo ti sei messo soltanto con&#8230;<br \/>\nLoro, si sono appartati perch\u00e8 lo zio Nello \u00e8 morto, che \u00e8 stato del 76, del 77. lo zio Gostino e voluto andare a lavorare \u00a0con il suo fratello, con lo zio Gaetano, perch\u00e8 qua noi siamo arrivati con poco lavoro e son quei momenti che sempre a una ditta li manca qualcosa. Allora lo zio Gaetano li ha offerto il doppio di paga che lui prendeva sulla ditta con noi. Lui e andata a Neuqu\u00e9n, con lo zio Gaetano e io so rimasto con Rusconi.\u00a0<br \/>\nI primi anni ci andato benissimo con Rusconi, l\u2019anno 80, 82. Si e presso diversi lavori, uno qui a La Plata, grande, il Colegio de Avvocati, anche li avevano 11 piani. Ho fatto un lavoro che l\u2019ingeniere della construzione \u00e8 rimasto contentissimo \u00a0perch\u00e8 io ho fatto il lavoro svelto e bene. Anche quella era un tipo di \u201closa\u201d, come si chiama qua, \u201cradiante\u201d, eran tutta l\u2019intubazione per il pavimento. \u00c8 andata benissimo. Poi, si \u00e8 presso con questo Rusconi, lavori in Bolivar, lavori in Nueve de Julio, en Carlos Casares, en Pehuajo, abbiamo comprato una camioneta nuova; ci \u00e8 andata benissimo. Dopo e cambiato.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Quale sono state le tue dificolt\u00e0 incontrate?\u00a0<br \/>\nIo non cio avuto difficolt\u00e0, pech\u00e8 sempre la guida \u00e8 stata lo zio. Allora lui ci ha dato una casa con tutto. Io facevo il \u00a0manovale e c\u2019era il muratore, e ha fatto una casa a due quadri o 200 metri de dove stiamo adesso. Io la verit\u00e0 che per quelle cose non ho avuto di preocuparmi perch\u00e8 io lavoravo e a fin de mese \u00a0mi pagava. La casa non pagavo niente d\u2019affito, siamo stati tre anni. Abbiamo comprato un terreno, a mezzo, con mio fratello Alfredo e se \u00e8 fatta la casa insieme, e cos\u00ec \u00e8 la vita che passa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0E con la lingua?<br \/>\nE con la lingua al principio un po\u2019di preocupazione c\u2019\u00e8; per\u00f2 come qua c\u2019\u00e8<br \/>\ntanti italiani allora non ce stato tanta preocupazione, e poi non \u00e8 tanto, tanto dificile l\u2019argentino o el castellano.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Con gli argentini, come ti trovavi?<br \/>\nIo con gli argentini non ho mai avuto inconvenienti perch\u00e8 quando tu fai l\u2019inmigrante non devi avere un orgoglio, tu sai che sei a casa degli altri. Al contrario, tu devi rispetare alla gente, allora se tu rispeti sei rispetato. Io mai ho avuto problemi, nessuno di noi, neanche lo zio Gostino, lo zio Nello. Mai abbiamo avuto problemi. Neanche con gli operai. Io ho sempre avuto argentini con me, ma mai li ho cavato il rispeto a nessuno.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Hai figli nati in Argentina?\u00a0<br \/>\nIn Argentina ce ne ho due: la signora Mar\u00eda Catalina e Gian Carlo Ruggeri.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0E loro che rapporto hanno con l\u2019Italia? \u00a0Sanno la lingua, i racconti&#8230;<br \/>\nLa figlia, sto contento perch\u00e8 io ogni volta che sono andato in Italia non ho fatto tanta propaganda come fosse: il mio paese \u00e8 il meglio del mondo; perch\u00e8 allora se stavi tanto bene, sei venuto qua?\u00a0<br \/>\nPer\u00f2 quando \u00e8 arrivata a complire quindici anni la nipote, sono andate in Italia con la mia figliola e quando e tornata me ha fatto tanto soddisfatto perch\u00e8 e rimasta contentisima de vedere sui posti dove uno era nato, che io non le avevo dato mai importanza; mentre quando lei \u00e8 arrivata e rimasta, e mi ha fatto tanto piacere. Mentre il figliolo ancora non \u00e8 andato.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0E sei ritornato in Italia molte volte?<br \/>\nE tante volte no. Son tornato in Italia 4 volte. E adesso voglio andare un\u2019 altra volta per\u00f2 speriamo bene.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0E quando \u00e8 stata la prima volta che sei tornato in Italia?<br \/>\nLa prima volta che so tornato in Italia erano 14 anni che stavo qua. So andato del 66. Poi so andato del 80 e poi del 86 e poi del 92. E adesso si posso, dopo 12 anni pi\u00fa .\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Che cosa \u00e8 stata quella che ti \u00e8 colpito di pi\u00f9 quando sei tornato in Italia la prima volta?\u00a0<br \/>\nQuando uno torna in Italia uno lo sente, per\u00f2 che vuoi fare. Per quello che io li ho fatto tanto, tanto cose di portar via i figlioli di qua; perche bisogna sapere che per stare inmigrato uno sempre sofre, perche il posto dove nasce uno per brutto che sia sempre \u00e8 bello.\u00a0<br \/>\nIo non mi posso lamentare della Argentina perch\u00e8 grazie a Dio mi son fatto la casa per i due figlioli, ho fatto la casa per me. Ho fatto dei capannoni, dei ferramenti per il mio lavoro, che ancora ce l\u2019ho. Quello che mi lamento di questa Argentina, che dopo aver lavorato 50 anni a questa terra, adesso che uno dovrebbe avere una pensione, che potrebbe star bene senza far niente, e mentre adesso te la vedi un po\u2019 forte per mantenere questo po\u2019 di capitale che ci \u00e8 rimasto. Ti dai da fare per poter pagare le cose, per poter pagare tutte le tasse. Non dovrebbe essere cosi perch\u00e8 quando uno ha lavorato tutta la vita dovrebbe gia star bene mentre qua la politica \u00e8 andata sempre alla rovescio.\u00a0<br \/>\n\u00a0<\/p>","protected":false},"featured_media":10240,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_relevanssi_hide_post":"","_relevanssi_hide_content":"","_relevanssi_pin_for_all":"","_relevanssi_pin_keywords":"","_relevanssi_unpin_keywords":"","_relevanssi_related_keywords":"","_relevanssi_related_include_ids":"","_relevanssi_related_exclude_ids":"","_relevanssi_related_no_append":"","_relevanssi_related_not_related":"","_relevanssi_related_posts":"","_relevanssi_noindex_reason":"","site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}}},"class_list":["post-10852","testimonianza","type-testimonianza","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/sq\/wp-json\/wp\/v2\/testimonianza\/10852","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/sq\/wp-json\/wp\/v2\/testimonianza"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/sq\/wp-json\/wp\/v2\/types\/testimonianza"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/sq\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10240"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/sq\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10852"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}