{"id":33820,"date":"2023-03-22T11:43:11","date_gmt":"2023-03-22T10:43:11","guid":{"rendered":"https:\/\/fpc.ms-dev.it\/?page_id=33820"},"modified":"2023-04-26T16:07:06","modified_gmt":"2023-04-26T14:07:06","slug":"de-noua-comandant","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/ro\/museo\/di-nuovo-in-cammino\/","title":{"rendered":"Din nou pe drum"},"content":{"rendered":"<h1>\n\t\t &#8211; \n\t<\/h1>\n<h2>\n\t\tDin nou pe drum\n\t<\/h2>\n\t<p>Nel secondo dopoguerra gli italiani hanno ripreso a partire, con l&#8217;aiuto di accordi interstatali &#8211; braccia e intelligenze in cambio di materie prime &#8211; verso i paesi dell&#8217;Europa e verso l&#8217;Argentina e l&#8217;Australia. Pagano ancora un pesante pedaggio: a Marcinelle, in Belgio, nell&#8217;agosto del 1956, ad esempio, una tragedia in miniera fa 237 vittime, 139 italiane<\/p>\n<p>Il flusso si arresta negli anni Settanta. Il Ministero degli esteri ha calcolato che, nel 1994, il numero degli oriundi italiani nel mondo superava 58 milioni: un&#8217;altra Italia fuori d&#8217;Italia. Le difficolt\u00e0 economiche che attraversa attualmente il nostro paese ha dato nuovo impulso alla decisione di partire: sono soprattutto giovani, spesso con titolo di studio, che cercano all&#8217;estero migliori opportunit\u00e0 di lavoro e di vita, ripercorrendo, in modo e con spirito diverso, le orme dei padri e dei nonni.<\/p>\n\t\t\t\t<a\n\t\t\thref=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02_52a-317x400-1.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tdata-fancybox=\"images\" \n\t\t\ttitle=\"02_52a-317x400\" \n\t\t\t\t\t\tdata-caption=\"Il \"manualetto di conversazione per il lavoratore italiano in svizzera\" \u00e8 edito dalla banca nazionale del lavoro che, fine degli anni trenta, aveva attivato un servizio rimesse dall'estero \"in tempo reale\", cio\u00e8 con rapido accredito esse alle famiglie emigrati \"\n\t\t\t\t\t\tdata-description =\"\" itemprop =\"contentUrl\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/02_52a-317x400-1.jpg\" alt=\"\" data-no-lazy=\"1\" itemprop=\"thumbnail\" width=\"361\" height=\"455\" \/>\n\t\t\t<!-- Overlay Wrapper -->\n\t\t\t <!-- Overlay Wrapper Closed -->\n\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<meta itemprop=\"width\" content=\"361\" \/>\n\t\t\t<meta itemprop=\"height\" content=\"455\" \/>\n\t\tIl &#8220;Manualetto di conversazione per il lavoratore italiano in Svizzera&#8221; \u00e8 edito dalla Banca nazionale del lavoro che, dalla fine degli anni trenta, aveva attivato un servizio di rimesse dall&#8217;estero &#8220;in tempo reale&#8221;, cio\u00e8 con un rapido accredito di esse alle famiglie degli emigrati \n\t\t\t\t<a\n\t\t\thref=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01_52-287x400-1.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tdata-fancybox=\"images\" \n\t\t\ttitle=\"01_52-287x400\" \n\t\t\t\t\t\tdata-caption=\"Minatori. Di tutti i mestieri che, a partire dal secondo dopoguerra e sino all'esaurimento del flusso migratorio alla met\u00e0 degli anni settanta, hanno fatto gli italiani che hanno ripreso le vie dell'esodo, quello del minatore \u00e8 stato il pi\u00f9 pesante e quello per il quale \u00e8 stato pagato il prezzo pi\u00f9 alto in termini di morti e di malattie invalidanti \"\n\t\t\t\t\t\tdata-description=\"\" \n\t\t\titemprop=\"contentUrl\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/01_52-287x400-1.jpg\" alt=\"\" data-no-lazy=\"1\" itemprop=\"thumbnail\" width=\"326\" height=\"455\" \/>\n\t\t\t<!-- Overlay Wrapper -->\n\t\t\t <!-- Overlay Wrapper Closed -->\n\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<meta itemprop=\"width\" content=\"326\" \/>\n\t\t\t<meta itemprop=\"height\" content=\"455\" \/>\n\t\tMinatori. Di tutti i mestieri che, a partire dal secondo dopoguerra e sino all&#8217;esaurimento del flusso migratorio alla met\u00e0 degli anni settanta, hanno fatto gli italiani che hanno ripreso le vie dell&#8217;esodo, quello del minatore \u00e8 stato il pi\u00f9 pesante e quello per il quale \u00e8 stato pagato il prezzo pi\u00f9 alto in termini di morti e di malattie invalidanti \n\t<h2>\n\t\tOggi: &#8220;gli altri&#8221;\n\t<\/h2>\n\t<p>Gli studiosi dell&#8217;emigrazione stimano in 26 milioni il numero degli italiani che dal 1871 al 1971lasciarono l&#8217;Italia. In quell&#8217;anno infatti, il flusso migratorio cambi\u00f2 direzione, dando inizio a un nuovo capitolo della storia italiana: da paese di emigrazione a paese d&#8217;immigrazione. Questo esodo ha sollevato preoccupazioni per il futuro, ingigantite dalla crisi economica, e dato vita ad atteggiamenti di rifiuto e intolleranza. Paure non condivisibili, ma comprensibili.<\/p>\n<p>E&#8217; quindi importante voltarci indietro e cercare nella storia analogie a quanto sta succedendo.<\/p>\n<p>Si ripropongono le situazioni di ieri: i barconi nel Mediterraneo oggi, erano ieri gli affollati ponti di terza classe dei bastimenti; gli scafisti, i biechi reclutatori che cento anni fa imbarcavano gli emigranti su navi insicure per traversate spesso concluse in naufragi; i procacciatori di manodopera, altro non sono che gli agenti di organizzazioni criminali che &#8220;vendeva&#8221; gli emigranti a imprenditori senza scrupoli.<\/p>\n<p>Compara\u021biile sunt nesf\u00e2r\u0219ite, iar rezultatele, adesea tragice, identice.<\/p>\n<p>Bisogna valutare, ricordando il lavoro e l&#8217;impegno dei nostri emigrati, l&#8217;apporto positivo dato alla nazione di accoglienza. In un&#8217;Italia dall&#8217; elevato coefficiente d&#8217;invecchiamento il contributo degli immigrati diventa un sostegno allo sviluppo demografico ed economico. Gi\u00e0 oggi contribuiscono al PIL del Paese in maniera consistente. Suppliscono alla carenza di manodopera, nell&#8217;assistenza alle famiglie e alle persone, agricoltura, edilizia, servizi. Anche nel settore pensionistico forniscono un aiuto importante al bilancio dell&#8217;Inps con i contributi previdenziali. Sempre pi\u00f9 presenti nel lavoro autonomo, si distinguono anche per la vitalit\u00e0 che imprimono al sistema produttivo e occupazionale italiano.<\/p>\n<p>\u00cen lumina istoriei de ieri, putem \u00eencerca s\u0103 citim cu al\u021bi ochi migra\u021biile de ast\u0103zi.<\/p>\n\t\t\t\t<a\n\t\t\thref=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03_Barcone-immigrati-Foto-G.Lotti-640x426-1.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tdata-fancybox=\"images\" \n\t\t\ttitle=\"03_Barcone-immigrati-Foto-G.Lotti-640x426\" \n\t\t\t\t\t\tdata-caption=\"Arrivo in Italia di una nave carica di clandestini\"\n\t\t\t\t\t\tdata-description=\"\" \n\t\t\titemprop=\"contentUrl\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/03_Barcone-immigrati-Foto-G.Lotti-640x426-1.jpg\" alt=\"\" data-no-lazy=\"1\" itemprop=\"thumbnail\" width=\"455\" height=\"303\" \/>\n\t\t\t<!-- Overlay Wrapper -->\n\t\t\t <!-- Overlay Wrapper Closed -->\n\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<meta itemprop=\"width\" content=\"455\" \/>\n\t\t\t<meta itemprop=\"height\" content=\"303\" \/>\n\t\tSosirea unei nave \u00eenc\u0103rcate cu imigran\u021bi ilegali \u00een Italia\n\t\t\t\t<a\n\t\t\thref=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/04_ultima-295x400-1.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tdata-fancybox=\"images\" \n\t\t\ttitle=\"04_last-295x400\" \n\t\t\t\t\t\tdata-caption=\"Un venditore ambulante in spiaggia \"\n\t\t\t\t\t\tdata-description=\"\" \n\t\t\titemprop=\"contentUrl\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/04_ultima-295x400-1.jpg\" alt=\"\" data-no-lazy=\"1\" itemprop=\"thumbnail\" width=\"336\" height=\"455\" \/>\n\t\t\t<!-- Overlay Wrapper -->\n\t\t\t <!-- Overlay Wrapper Closed -->\n\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<meta itemprop=\"width\" content=\"336\" \/>\n\t\t\t<meta itemprop=\"height\" content=\"455\" \/>\n\t\tUn v\u00e2nz\u0103tor ambulant pe plaj\u0103 \n\t<h2>\n\t\tAst\u0103zi: noi\n\t<\/h2>\n\t<p>L&#8217;Italia \u00e8 ancora paese di emigrazione, come emerge dal Rapporto &#8220;Italiani nel mondo 2022&#8221; della Fondazione Migrantes, presentato marted\u00ec 8 novembre 2022 a Roma.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, caratterizzati dalle limitazioni agli spostamenti a causa del Covid, la comunit\u00e0 dei cittadini italiani ufficialmente iscritti all&#8217;AIRE, l&#8217;Anagrafe degli italiani residenti all&#8217;estero, ha superato la popolazione di stranieri regolarmente residenti sul territorio nazionale.<\/p>\n<p>Tra chi risiede all&#8217;estero, la componente giovanile \u00e8 considerevole.<\/p>\n<p>L&#8217;attuale comunit\u00e0 italiana all&#8217;estero \u00e8 costituita da oltre 841mila minori (il 14,5% dei connazionali complessivamente iscritti all&#8217;AIRE) moltissimi di questi nati all&#8217;estero, ma tanti altri partiti al seguito delle proprie famiglie in questi ultimi anni.<\/p>\n<p>Minorilor li se adaug\u0103 cei peste 1,2 milioane de tineri cu v\u00e2rste cuprinse \u00eentre 18 \u0219i 34 de ani (21,8% din totalul popula\u021biei AIRE, reprezent\u00e2nd aproximativ 42% din totalul plec\u0103rilor anuale doar pentru expatriere).<\/p>\n<p>Ci sono poi i &#8220;giovani adulti&#8221; (il 23,2% ha tra i 35 ei 49 anni). Il 19,4% ha tra i 50 e i 64 anni; il 21% ha pi\u00f9 di 65anni, ma di questi l&#8217;11,4% ha pi\u00f9 di 75 anni.<\/p>\n<p>\u00abA partire &#8211; ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio mandato in occasione della presentazione del rapporto &#8211; sono principalmente i giovani &#8211; e tra essi giovani con alto livello di formazione &#8211; per motivi di studio e di lavoro. Spesso non fanno ritorno, con conseguenze rilevanti sulla composizione sociale e culturale della nostra popolazione\u00bb. \u00abIl saldo tra chi entra e chi esce rimane negativo &#8211; ha aggiunto il capo dello Stato -, con conseguenze evidenti sul calo demografico e con ricadute sulla nostra vita sociale\u00bb.<\/p>\n\t\t\t\t<a\n\t\t\thref=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Marco-Tommaselli-ok.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tdata-fancybox=\"images\" \n\t\t\ttitle=\"Marco Tommaselli OK\" \n\t\t\t\t\t\tdata-caption=\"Marco Tomaselli, fotografo di scena a Los Angeles.\"\n\t\t\t\t\t\tdata-description=\"\" \n\t\t\titemprop=\"contentUrl\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Marco-Tommaselli-ok-768x512.jpg\" alt=\"\" data-no-lazy=\"1\" itemprop=\"thumbnail\" width=\"768\" height=\"512\" \/>\n\t\t\t<!-- Overlay Wrapper -->\n\t\t\t <!-- Overlay Wrapper Closed -->\n\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<meta itemprop=\"width\" content=\"768\" \/>\n\t\t\t<meta itemprop=\"height\" content=\"512\" \/>\n\t\tMarco Tomaselli, fotograf de scen\u0103 \u00een Los Angeles.\n\t\t\t\t<a\n\t\t\thref=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/DANILO-CORTELLINI.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tdata-fancybox=\"images\" \n\t\t\ttitle=\"DANILO CORTELLINI\" \n\t\t\t\t\t\tdata-caption=\"Danilo Cortellini, chef a Londra.\"\n\t\t\t\t\t\tdata-description=\"\" \n\t\t\titemprop=\"contentUrl\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/DANILO-CORTELLINI.jpg\" alt=\"\" data-no-lazy=\"1\" itemprop=\"thumbnail\" width=\"766\" height=\"960\" \/>\n\t\t\t<!-- Overlay Wrapper -->\n\t\t\t <!-- Overlay Wrapper Closed -->\n\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<meta itemprop=\"width\" content=\"766\" \/>\n\t\t\t<meta itemprop=\"height\" content=\"960\" \/>\n\t\tDanilo Cortellini, buc\u0103tar la Londra.\n\t\t\t\t<a\n\t\t\thref=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Irene-Cresci.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tdata-fancybox=\"images\" \n\t\t\ttitle=\"Irene Cresci\" \n\t\t\t\t\t\tdata-caption=\"Irene Cresci, figlia di Paolo Cresci, alla cui memoria \u00e8 nata la nostra Fondazione, manager a Tallin.\"\n\t\t\t\t\t\tdata-description=\"\" \n\t\t\titemprop=\"contentUrl\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Irene-Cresci-768x369.jpg\" alt=\"\" data-no-lazy=\"1\" itemprop=\"thumbnail\" width=\"768\" height=\"369\" \/>\n\t\t\t<!-- Overlay Wrapper -->\n\t\t\t <!-- Overlay Wrapper Closed -->\n\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<meta itemprop=\"width\" content=\"768\" \/>\n\t\t\t<meta itemprop=\"height\" content=\"369\" \/>\n\t\tIrene Cresci, fiica lui Paolo Cresci, \u00een memoria c\u0103ruia s-a n\u0103scut funda\u021bia noastr\u0103, manager la Tallinn.\n\t<nav aria-label=\"Muzeu\" itemscope=\"itemscope\" itemtype=\"https:\/\/schema.org\/SiteNavigationElement\">\n\t\t<ul id=\"menu-museo\"><li id=\"menu-item-33836\"><a href=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/ro\/muzeu\/\" tabindex=\"0\" role=\"link\">Prezentare<\/a><\/li><li id=\"menu-item-33833\"><a href=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/ro\/muzeu\/la-partenza\/\" tabindex=\"0\" role=\"link\">Plecarea<\/a><\/li><li id=\"menu-item-33832\"><a href=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/ro\/muzeu\/calatoria-si-sosirea\/\" tabindex=\"0\" role=\"link\">Il viaggio e l&#8217;arrivo<\/a><\/li><li id=\"menu-item-33831\"><a href=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/ro\/muzeu\/the-work\/\" tabindex=\"0\" role=\"link\">Activitatea<\/a><\/li><li id=\"menu-item-33830\"><a href=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/ro\/muzeu\/the-new-patries\/\" tabindex=\"0\" role=\"link\">Noi patrii<\/a><\/li><li id=\"menu-item-33829\"><a href=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/ro\/muzeu\/the-thread-of-remembrance\/\" tabindex=\"0\" role=\"link\">Firul memoriei<\/a><\/li><li id=\"menu-item-33828\"><a href=\"https:\/\/www.fondazionepaolocresci.it\/ro\/muzeu\/de-noua-comandant\/\" aria-current=\"page\" tabindex=\"0\" role=\"link\">Din nou pe drum<\/a><\/li><\/ul>\n\t\t\t<\/nav>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Di nuovo in cammino Nel secondo dopoguerra gli italiani hanno ripreso a partire, con l&#8217;aiuto di accordi interstatali &#8211; braccia e intelligenze in cambio di materie prime &#8211; verso i paesi dell&#8217;Europa e verso l&#8217;Argentina e l&#8217;Australia. 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