Un anno di attività
Il “Museo Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana” nasce con l'obiettivo di dare al visitatore spunti di riflessione sui temi che riguardano questa importante capitolo delle vicende storiche italiane.
Il percorso, pur presentando un andamento classico tipico delle mostre sulla storia dell'emigrazione se ne discosta per il tipo di linguaggio adottato nell’intento di evidenziare gli aspetti più significativi ed attuali:
- la ricchezza dell'esperienza storica dell'emigrazione non solo in termini di numeri di partenze, di rientri, rimesse, ecc., ma anche di vicende sociali collettive ed individuali, che hanno caratterizzato il fenomeno restituendo importanti spunti di riflessione e di "valore aggiunto" all'episodio storico di per sé;
- la complessità del fenomeno non solo da un punto di vista delle diversità geografiche e delle varie situazioni storiche e temporali ma anche per quanto riguarda gli aspetti psicologici legati alla "diversità" alla "identità" all'"omologazione" e al "rifiuto" orientati alla formazione di un nuovo status di "italiano all'estero" sintesi di memoria e di modernità;
- ultimo aspetto, ma non certamente non di secondaria importanza, il museo vuole comunicare la modernità del messaggio legato all'emigrazione, sia da un punto di vista di lezione storica per una predisposizione alla mentalità dell'accoglienza e della tolleranza, ma anche per poter cogliere le opportunità, costituite dall’emigrazione e dall'immigrazione, di globalizzazione ante litteram in relazione alle differenze culturali.
Il percorso espositivo
Il percorso espositivo ha tenuto conto dell'esigenza del visitatore di recepire messaggi che stimolino il suo interesse per almeno 45 minuti, obiettivo questo che si è perseguito con la realizzazione di pannelli fotografici con didascalie non solo volti ad illustrare il fenomeno dell'emigrazione ma quanto più possibile a sollecitare riflessioni e domande.
Questo fatto è stato realizzato proponendo immagini sia d'archivio che moderne, filmati concessi dalla RAI, interviste ai protagonisti dell'emigrazione, situazioni interattive multimediali dove lo spettatore è invitato ad effettuare direttamente ricerche mediante un approccio informatico.
L'esposizione ha voluto dar conto della ricchezza in termini documentari dell'archivio ma anche proporre, con mezzi espressivi moderni, l'approccio al fenomeno sottolineandone così l'attualità. Non a caso i filmati proiettati non sono solamente quelli storici, ma anche sequenze tratte da film recenti di larga diffusione, così le musiche che abbandonando il filone storico delle canzoni dell'emigrazione, sconosciute ai più, si avvale invece dell'attuale repertorio del settore fino ad arrivare a Lucio Dalla, Francesco Guccini, ecc..
Concomitante all’inaugurazione del museo, la pubblicazione del volume fotografico curato da G.A.Stella e M.R. Ostuni, Sogni e fagotti, edito da Rizzoli che presenta un’ampia selezione delle più belle immagini dell’Archivio della Fondazione, ha riscosso un grande successo di pubblico ed ha contribuito a dare visibilità al museo in tutta Italia.
Sono stati stampati manifesti, locandine, depliant illustrativi del percorso, sono stati realizzati gadget messi in vendita nel book shop come cartoline, segnalibri, magliette e cappelli.
Di rilievo il numero dei visitatori che visitano giornalmente il museo (il museo è aperto tutti i giorni, mattina e pomeriggio salvo il lunedì) consistente anche l’afflusso di turisti stranieri; lusinghiero è inoltre stato il successo di affluenza riscontrato con le visite effettuate da scolaresche con gli insegnanti al seguito con gruppi provenienti anche da fuori del territorio provinciale.
Le attività promosse dalla Fondazione in questo ultimo periodo sono state rivolte con particolare attenzione al mondo della scuola e più specificatamente agli insegnanti per fornire loro utili strumenti nel settore della didattica storica e museale; tutto ciò ha consentito di dare vita a una nuova e più significativa collaborazione con le scuole e l’avvio di attività ed iniziative rivolte all’utenza giovanile con particolare riferimento ai tema legati all’intercultura.
Dobbiamo inoltre registrare positivamente come la Fondazione e il suo archivio sia diventato ormai un punto di riferimento non solo per gli studiosi della storia dell’emigrazione, ma anche un punto di riferimento per i diretti interessati al fenomeno (emigranti o famiglie di emigranti) che vi si rivolgono sia per visitare il museo o consultare la banca dati dell’Archivio, ma anche per arricchire quest’ultimo con donazioni di documenti e di pubblicazioni rare.
Questi lasciti sono di grande rilevanza perché oltre che sottrarre alla dispersione importanti testi e documenti, contribuiscono ad arricchire la già cospicua dotazione dell’Archivio incrementandone l’importanza a livello internazionale. |